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Vacanze nel cuore del Veneto
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Tante parole si dovrebbero spendere per descrivere in modo esauriente come natura, cultura e tradizioni intrecciandosi hanno dato luogo, negli anni, a quel "unicum" che è la terra veneta e in particolare da quella zona delimitata dai Monti Berici e dalla Val Liona. Senza dubbio la natura ci può venire in aiuto guardando i dolci profili di questi monti così ameni e rilassanti quando si percorrono a piedi ma anche in bicicletta, soprattutto in primavera ed in autunno, quando la vegetazione assume tonalità di colore e profumi particolari e la pietra che esce dal monte nei covoli e nelle falesie accendendosi dei riflessi del sole che tramonta. I corsi d'acqua, un tempo ricchi ed impetuosi che scendono ancora dagli scaranti, il girare delle pale dei vecchi mulini ad acqua antesignani della civiltà contadina di questi luoghi, i lavatoi usati dalle donne nelle borgate della Val Liona, rappresentano gli esempi di un quotidiano mai abbandonato, dove lo scorrere del tempo era lento e scandito dal suono della campana che annunciava il mattutino, dal rumore dei carri tirati dai buoi, dal fumo dei camini accesi, dal passare gridato del "robivecchi" e dal filò: il ritrovarsi tutti assieme nella stalla nei lunghi pomeriggi d'inverno. In quei tempi il desinare era povero e si limitava ad un po' di polenta abbrustolita, un pezzo di formaggio o un piatto di minestra. Questa era la quotidianità della gente della Val Liona e dei Berici, fatta non solo di fatica ma anche di momenti felici nelle sagre di paese per ricordare il santo patrono, la fine dell'inverno, o per festeggiare un matrimonio. Nel benessere generale di oggi, queste tradizioni, usanze, culture di vita, per certi aspetti povere sì ma oneste e dignitose, sono diventate memoria di insegnamento di vita per le generazioni future di questi luoghi ed un esperienza indimenticabile per chi vorrà condividerle. |
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